Intervista a Daniele Turrini, autore di La collina dei Cocci

TITOLO E SINOSSI

LA COLLINA DEI COCCI “Una Spoon River romana”

Una fascinazione.  Mi viene da pensare che l’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters,  si sia furtivamente introdotta nella mia anima, sedimentandosi giorno per giorno, fino a provocare un’impellenza narrativa, che ho cercato di soddisfare con la realizzazione di questa piccola opera.

Salve Daniele, com’è nata la tua passione per la scrittura?

Buongiorno a tutti. Ho iniziato ad apprezzare la scrittura sin dal periodo scolastico, anche se la passione si è manifestata negli anni successivi, di pari passo con quelle per la lettura e per la musica. Tuttavia solo negli ultimi anni, ho avuto tempo e possibilità di attribuire a questa passione una connotazione “organica”

Cos’è per te scrivere?

La scrittura è,  per quanto mi riguarda, una forma di comunicazione vera e propria. Una modalità di contatto con il mondo esterno, attraverso la realizzazione di un mio “alfabeto” emotivo, proponendomi in una dimensione meno diretta, meno “rumorosa” ma spero efficace.

Quali emozioni hai provato nello scrivere questo romanzo?

Ho ambientato “ la Collina dei cocci” nella mia città e ho percepito immediatamente il piacere di raccontarla, attraverso le voci di personaggi ormai dimenticati, ai quali ho “offerto” la mia chiave di lettura,  fatta di lontani ricordi e di una malcelata nostalgia per un mondo che non esiste quasi più .

E quanto hai messo di te in questo libro?

Come dicevo all’inizio, il libro è una sorta di sintesi emotiva. L’urgenza di raccontare me stesso attraverso la fusione di due grandi passioni, musica e scrittura, mi accompagna da sempre. Una certa idiosincrasia per i poteri costituiti, per le convenzioni sociali e le conseguenti ipocrisie e per la pigrizia mentale in genere, hanno trovato in questo caso, terreno fertile per sviluppare questo progetto editoriale.

Cosa deve aspettarsi il lettore dal tuo libro?

Il libro è pensato come un palcoscenico immaginario dove, di volta in volta, le “maschere” e i personaggi presentati, salgono a raccontarsi . Senza fisicità, senza alcun condizionamento o preoccupazione. Anzi, con spirito dissacrante e quella buona dose di ironia tipica di noi romani. Semplicemente perché liberi dalle catene alle quali erano legati in vita.

Già, perché a parlare sono le loro anime.

Chi sono i tuoi maestri letterari a cui t’ispiri o prendi spunto?

Nella fattispecie ho voluto rendere omaggio al mio autore musicale nonché poeta preferito, Fabrizio De André.  Ponendo in stretta correlazione uno dei suoi capolavori “ Non al denaro, non all’amore ne’ al cielo” con l’opera letteraria di Edgar Lee Masters  “ l’Antologia di Spoon River “. Ne ho voluto fare, con la dovuta modestia, una versione “ romanizzata”, che spero possa essere apprezzata.

Ci regali un breve estratto del libro?

Il libro è costituito da una serie di sonetti ispirati ai diversi personaggi. Il primo sonetto del libro è  preludio e premessa allo sviluppo narrativo :

LA COLLINA

Sono le anime di uomini vissuti,

sono le anime ferite dalla sorte,

sono storie di uomini caduti,

riconciliati solo nella morte……..

Qual è il primo libro che hai pubblicato?

“IL VIAGGIO : REALTÀ O ILLUSIONE”  una raccolta di racconti brevi per ilmiolibro.it

Hai un nuovo libro tra i tuoi progetti futuri?

Dopo “ LUCI,OMBRE E VOCI “ dedicato alle opere romane di Caravaggio e la “ COLLINA DEI COCCI” , sto pensando alla possibilità di un terzo omaggio alla straordinaria storia di Roma, per chiudere questa piccola trilogia.

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I libri sono tutti presenti sulle principali piattaforme online ( Feltrinelli/Ibs, Amazon, Il Libraccio)

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