Margherita Cucco fa il suo ritorno con una narrazione avvincente e coinvolgente, con il romanzo “Anita, una storia romantica”.
Il romanzo “Anita, una storia romantica” di Margherita Cucco è pubblicato da Robin Edizioni, per la sezione Robin&Sons.
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Chi è Margherita Cucco nella vita, cosa fa?
Margherita Cucco è una pensionata, che è stata per quasi quarant’anni
un’insegnante e che ha amato molto il suo lavoro. Inopinatamente negli ultimi anni
è diventata anche una scrittrice; oggi è molto occupata a leggere, scrivere e
viaggiare, perché ama vedere il mondo e conoscerne gli abitanti, ed è ben decisa ad
andare in giro più che può e finché può.
Quale sarebbe il sogno che vorresti realizzare?
Quando ero molto giovane avevo sogni molto ambiziosi e totalizzanti: leggere tutti
i libri del mondo, ascoltare tutta la musica del mondo, visitare ogni angolo del
pianeta, e così via. Oggi ho preso atto dei limiti umani e mi accontento di leggere,
vedere e ascoltare il più possibile. E poi vorrei che i miei libri attirassero l’attenzione
di qualcuno anche dopo di me, e regalassero ad altri un po’del piacere che io ho
provato scrivendoli…
Cosa non sopporti nelle persone e che cosa invece tolleri?
Non sopporto l’ottusità e la presunzione, l’incapacità di riconoscere e accettare il
diverso da sé, la convinzione di essere in possesso dell’unica verità e l’incapacità di
mettersi per un momento nei panni degli altri e di capire, se non le loro ragioni, le
loro motivazioni; in breve, non sopporto l’intolleranza e il pregiudizio. Tollero chi,
anche se si differenzia da me e la pensa diversamente, è però capace di ascolto e di
autoironia, aperto a una discussione, anche se questa non gli farà cambiare idea.
Se avessi la sfera magica, cosa vorresti vederci dentro?
Non ho mai desiderato conoscere il futuro, penso sia meglio vivere augurandosi il
meglio, ma sapendo che può arrivare anche il peggio; nella sfera magica preferirei
vedere il passato, persone ed eventi con cui non posso più entrare in contatto,
anche se lo desidererei molto. Sarebbe un altro modo di viaggiare, nel tempo
anziché nello spazio.
Puoi raccontarci del tuo primo approccio alla scrittura?
Ho sempre scritto facilmente, ma non ho mai pensato alla scrittura letteraria;
molti anni fa mi divertivo a scrivere alle mie amiche lettere più o meno settimanali
in cui raccontavo una storia a puntate. Solo molto tardi, quando ormai mi avvicinavo
alla pensione, una storia si è impadronita di me e mi ha talmente ossessionata che in
pratica sono stata costretta a scriverla. Da allora non mi sono più fermata.
Qual’è il tuo progetto attuale (se ce lo puoi raccontare) e quale/i quelli futuro.
Ora sto seguendo i primi passi dell’ultimo romanzo che ho pubblicato, “Anita, una
storia romantica”, un’opera a cui sono profondamente legata e a cui pensavo da
moltissimo tempo. Nella scorsa estate, però, ho scritto un altro romanzo, che uscirà
nel 2024; entrambi sono ambientati durante la seconda guerra mondiale e narrano
vicende che si svolgono nel primo in Germania, nel secondo in Italia. Chissà, potrei
anche scrivere una trilogia, perché quel periodo storico mi ha sempre affascinata e
coinvolta, ma per ora non ho idea di ciò che sarà

Ti succede di lavorare a più di un progetto insieme?
Generalmente no, anche perché, se la storia mi coinvolge davvero, si impadronisce
completamente di me e non mi permette di pensare ad altro. Però ci sono germi di
storie future che si aggirano per la mia testa; forse rimarranno allo stato embrionale,
o forse sfoceranno in qualcosa di concreto. Non posso dirlo, e lascio fare alla Musa,
come direbbe Omero…
Che musiche ascolti mentre scrivi e quali ti fanno “spaziare” con la fantasia?
La mia casa è piena di dischi, quasi tutti di musica classica. Adoro particolarmente
la grande liederistica tedesca e le opere di Wagner, ma anche le canzoni di Avicii, al
quale ho dedicato ben tre libri. A seconda di ciò che sto scrivendo, la musica mi
accompagna fedelmente, e del resto alcuni miei personaggi hanno un rapporto
stretto con la musica, suonano, cantano o compongono. Le mie musiche preferite
sono da molti anni la colonna sonora dei miei sogni.
Riscrivi, cancelli, correggi, rimoduli o.. fila tutto liscio alla prima stesura?
Indugio anche molto a lungo prima di cominciare a scrivere, ma quando inizio non
mi fermo più e scrivo quasi di getto, con la sensazione, soprattutto nei punti
culminanti, che qualcuno mi detti ciò che devo scrivere, qualcuno di cui mi limito a
eseguire gli ordini. Dopo, naturalmente, rivedo e correggo il testo ripetutamente,
ma, a parte qualche eventuale breve aggiunta, si tratta sempre di correzioni o
modifiche formali, mentre l’impianto generale non cambia mai.
Scrittura o lettura? Trovi sempre il tempo per…
Scrivere è bellissimo, ma toglie tempo alla lettura, che dall’età di tre anni è stata
ed è la mia grande passione. Quando scrivo senza un particolare coinvolgimento
emotivo riesco ad alternare, nel corso della giornata, scrittura e lettura, ma, quando
una storia mi domina totalmente, sono incapace di pensare ad altro, e quindi anche
di leggere. Anche per questo, dopo che ho scritto un romanzo, mi prendo una pausa
di parecchi mesi, durante i quali posso dedicarmi alla lettura. Poi arriva un’altra
storia che mi conquista… e si ricomincia.