Intervista ad Alessandra Angelo-Comneno, autrice di Come il volo di una cicogna

La narrazione semplice ma coinvolgente di “Come il volo di una cicogna” tocca corde profonde e ci spinge a riflettere su argomenti come la speranza, la perdita e la forza interiore.

Il romanzo Come il volo di una cicogna dell’autrice Alessandra Angelo-Comneno è pubblicato dalla Casa Editrice Kimerik per la collana Percorsi.

Chi è Alessandra Angelo-Comneno, nella vita cosa fa?

Mi chiamo Alessandra, sono nata a Roma, ultima di quattro sorelle, e ho lavorato per anni in un grande istituto bancario. Ho avuto la possibilità, fin da bambina, di viaggiare e, appassionata di storia, arte, musica e natura, ho approfittato del contatto con popolazioni e tradizioni differenti per colmare la mia insaziabile e poliedrica curiosità, in una continua ricerca del nuovo. Ora sono in pensione e poiché raccontare è una mia grande passione e una necessità, lo faccio scrivendo.

Quale è il sogno che vorresti realizzare?

Vorrei vedere esposti nelle librerie i miei libri e, naturalmente, acquistati per essere letti. Credo in ciò che scrivo e, non essendo più così giovane, sarebbe veramente una bella soddisfazione, non credi?

Cosa non sopporti nelle persone e cosa invece tolleri?

Non sopporto l’arroganza, la superficialità, la prepotenza, la crudeltà d’animo, l’incapacità di perdonare e riconoscere i propri errori e altro ancora, ma mi fermo qui. Di contro, tollero l’errore compiuto se questo è seguito dal pentimento e dalla richiesta di perdono. Adoro l’umiltà di animo perché alberga nelle belle persone.

Se avessi la sfera magica, cosa vorresti vederci dentro?

Domanda non facile, ma la prima risposta che mi viene in mente è: Un mondo pieno di Amore.

Puoi raccontarci del tuo primo approccio alla scrittura?

Ero una bambina molto curiosa e ho imparato in fretta a leggere perché in casa c’erano decine e decine di libri, centinaia direi, e io volevo sapere cosa ci fosse scritto.  Le mie sorelle, con diversi anni più di me, erano troppo impegnate nello studio e perciò, una volta a scuola, mi sono impegnata anch’io. Così è iniziata la mia grande passione per la lettura e, conseguentemente, man mano che acquisivo parole, acquisivo anche la capacità di trasformare in esse i miei molteplici pensieri.

In questo modo le mie fantasie prendevano corpo trasformandosi in storie. Scrivevo piccole commedie, le mie emozioni quando ero in viaggio con la mia famiglia, dialoghi immaginari tra un albero e un bambino, tra cartelle nuove e cartelle vecchie, e poi ho continuato.

Qual è il tuo progetto attuale (se ce lo puoi raccontare) e quale/i quello futuro?

Sono al lavoro per raccontare un’altra storia e anche questa ha come protagonista principale una donna. Adoro scandagliare l’animo umano e portare alla luce la poliedricità dei sentimenti, anche quelli più scomodi. In questo romanzo ne mostro uno finora mai affrontato, ma non voglio dire di più. Oltre a questo romanzo, scrivo anche piccoli racconti e…favole per bambini. Queste ultime ispirate dai miei nipotini.

Ti succede di lavorare a più di un progetto insieme?

Sì, talvolta, e questo capita quando, come stavo dicendo prima, uno dei miei nipotini mi racconta un sogno, o qualcosa che gli è accaduto, o mi mostra un disegno. Da lì, spesso, nasce l’idea di scrivere, ad esempio, una favola. Altre volte, invece, da un’emozione improvvisa nasce un racconto o una poesia.

Che musiche ascolti mentre scrivi e quali ti fanno spaziare con la fantasia?

Sono brani lenti e melodiosi, senza parole, del genere che si ascoltano spesso nelle spa e adoro anche la musica tipica delle Ande. Ecco, ascolto in sottofondo e…la mia fantasia vola.

Riscrivi, cancelli, correggi, rimoduli o…fila tutto liscio alla prima stesura?

Domanda difficile, ma cerco di spiegarti. Normalmente la prima stesura va bene ma, per arrivare al suo completamento, ogni volta rileggo ciò che ho scritto negli ultimi giorni ed è in quel momento che correggo, riscrivo, cancello. Naturalmente, alla fine, leggo e rileggo tutto quanto e se c’è da riscrivere, cancellare o rimodulare per migliorare stile e comprensione, lo faccio.

Scrittura o lettura? Trovi sempre il tempo per…

Sì, sempre. Come ti ho detto, non posso non leggere, è una necessità per la mia mente che non si stanca mai di imparare e conoscere. Quanto alla scrittura, non scrivo mai di mattina, ma di pomeriggio e la sera, invece, prima di dormire, leggo. Se poi il libro del momento mi appassiona, sono capace di andare avanti per ore. E’ sempre stato così, fin da quando ero bambina. D’altra parte come riuscire a scrive se non si legge? 

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