“Nome e cognome” è un libricino inconsueto e intrigante, che permette una lettura rapida ma che fornisce molti spunti.
Come scrive l’autore stesso:
“Al lettore di Nome e cognome è concessa una piccola libertà, quella di procedere nella lettura dei diversi racconti senza dover seguire alcun ordine prestabilito. Le storie che compongono il volume, indipendenti l’una dall’altra, possono essere scelte nella sequenza che il lettore – a sua volta con un nome e cognome – desidera.”
Cos’è “Nome e Cognome”?
Nome e cognome è una raccolta di centoventinove brevi narrazioni, ognuna al massimo di quaranta righe e tutte incentrate su una singola persona il cui nome e cognome dà avvio al racconto. Proprio l’unicità dei singoli rappresenta il senso del volume: emergono persone sconosciute, altre famose, nessuna sconosciuta.
Le micro biografie di Nome e cognome sono suddivise in tre sezioni: la prima comprende l’immensa platea degli sconosciuti, la seconda racchiude i personaggi famosi (ma famosi solo per l’autore) e la terza infine contiene le persone che hanno a che fare con l’autore stesso. Un po’ come gli individui che si possono incontrare nell’atrio di una stazione o in coda al cinema: tanti sconosciuti, forse qualcuno di noto, qualche amico di passaggio.
Come la stazione o anche come il gioco della Settimana Enigmistica, la Pista Cifrata, dove i puntini da collegare sono gli individui, conosciuti e sconosciuti, che si incontrano. L’insieme dei puntini collegati formerà un’immagine che prima non si poteva scorgere. Ma quello che importa, più ancora del completamento del disegno, è la premura nel tracciare le lineette, esattamente come la premura verso le persone con tanto di nome e cognome.
Scheda Libro
Titolo: Nome e cognome
Autore: Fabio Scialpi
Editore: Robin Edizioni
Data pubblicazione: luglio 2023
Nr. Pagine: 188
Copertina: flessibile
ISBN: 979-12-5467-615-8
Prezzo: 16€
Dimensioni: 13.2 x 2.6 x 19.4 cm
Disponibile sul sito dell’editore o sui maggiori portali online
Estratto
Armando Bussolati compie un gesto, ogni mattina, che segna il suo atteggiamento per la giornata che gli si apre davanti. È una piccola azione, dura un attimo, ma il suo umore ne risente. Appena prima di uscire, dopo la colazione e le ostinate abitudini mattutine, magari dopo aver già indossato sciarpa e cappotto, si avvicina agli scaffali della libreria, sceglie un volume, lo sfoglia distratto, si ferma su una pagina, il dito appoggiato senza guardare su una riga e una soltanto, e quel breve testo casuale diventa il viatico per il suo giorno. Un oroscopo senza stelle, il fondo del caffè con le parole rimaste nella tazzina. Per Armando Bussolati quel libro aperto rivela un presagio infallibile, per questo fa in modo di essere solo in quei brevi attimi. Ovviamente in famiglia tutti sanno del rito mattutino ma moglie e figli non lo disturbano lasciando a lui solo la scoperta dell’imminente avvenire. Armando apre il volume, sfoglia, legge: nulla di più ma – rimugina dentro – se c’è un ordine in questo mondo, e non può non esserci, allora deve esistere un significato anche nella casualità della pagina aperta e della riga scelta. Difficile è trovare la giusta interpretazione alle parole capitate in sorte: “L’acqua era fredda ed ero contento di nuotare” è un Camus che porta buono ma “José Arcadio Secondo non parlò finché non ebbe bevuto il caffè” è un Marquez che lascia dubbiosi per l’esito della giornata. Rassicurato o perplesso, Armando se ne va per il mondo protetto dal suo oracolo. Quello che ignora è che il suo gesto, intimo e prezioso, ha una storia secolare. La tradizione impone che il testo da cui trarre il presagio sia di Virgilio. Il giovane imperatore Adriano, racconta il biografo Elio Sparziano, apre a caso l’Eneide per sapere cosa pensa di lui l’imperatore Traiano. E poi nel Cinquecento Rabelais introduce una variante per cui Pantagruel sceglie la riga tirando i dadi. E poi ancora Carlo I e Stevenson e tanti altri. In fondo Armando Bussolati è un moderno Robinson Crusoe che sull’isola, cedendo alla tristezza, apre a caso la Bibbia e legge “Io non ti lascerò mai, mai, né ti dimenticherò” e intuisce che quelle parole sono state scritte per lui e solo per lui.
Fabio Scialpi – Biografia autore
- milanese di nascita e adozione, sposato, appena oltrepassata la soglia dei sessanta
- studi universitari abbandonati con un titolo di traduttore dalla lingua inglese agli atti
- dopo gli anni nel servizio pubblico, punta a ritirarsi a coltivare il giardino, proprio come il Candido di Voltaire
- Nome e cognome è il suo primo libro di narrativa