Intervista all’autore Luigi Fiorentini

Il nuovo romanzo “Il codice di Bianzano e i templari nella bergamasca” di Luigi Fiorentini è stato pubblicato da Editrice GDS.
E un romanzo esoterico ambientato nel territorio bergamasco, in esso, a quelli espressamente drammatici si alternano contenuti fantastici.
Ho avuto l’onore di poter intervistare l’autore proprio per l’uscita di questo suo nuovo libro.

  • Salve Luigi, com’è nata la tua passione per la scrittura?  

Salve, in realtà, nasco come compositore di musica; considerato, però, che spesso non riuscivo a rispondere in maniera esaustiva alle domande che la gente mi poneva, riguardo alle opere che componevo, ho cercato, dunque, di teorizzare le mie scelte stilistiche e linguistiche con la pubblicazione di un libro relativo ai suddetti argomenti. Appassionatomi alla scrittura, a quel libro ne hanno fatto seguito molti altri.

  • Cos’è per te scrivere?  

Sono convinto che sia la sola possibilità di trasmettere alla società di oggi messaggi basati su valori sani e costruttivi che, altrimenti, essendo essa saldamente legata a modelli comunicativi vacui e dispersivi, non riuscirebbe ad ascoltare.    

  • Quali emozioni hai provato nello scrivere questo romanzo?

Tante e significative: emozioni risultanti dalla stesura di una trama piuttosto complessa e altrettanto stimolante, come frutto della più pura immaginazione; emozioni date dal fatto di aver potuto concretizzare valide scoperte sul territorio che mi hanno poi offerto la possibilità di rendere più realistico l’argomento trattato. Inoltre, la ricerca di elementi legati alla presenza dei Templari nel territorio nazionale, è una passione che mi affascina da sempre.

  • E quanto hai messo di te in questo libro?  

Credo che la narrativa internazionale sovrabbondi di episodi di natura autobiografica, per cui non nego di aver attribuito al protagonista, seppur per certi versi e solo in determinate situazioni, momenti di vita personale.

  • Cosa deve aspettarsi il lettore dal tuo libro?

Che questo libro sia chiaro e appetibile, anche riguardo agli aspetti tendenzialmente esoterici o “di nicchia” che, nel limite del possibile, ho cercato di rendere di facile e immediata comprensione.    

  • Chi sono i tuoi maestri letterari a cui ti ispiri o prendi spunto?

In tutta onestà, non credo di seguire dei modelli letterari particolari: leggo di tutto e di più! Recentemente, però, sto rivalutando Andrea Camilleri… Forse perché ci accomunano le origini agrigentine? Chissà!?  

  • Ci regali un estratto del romanzo? 

“Qualcuno, in quel preciso momento, suonò al citofono.
Il marito, che stava seduto su una sedia e chinato verso il camino, si alzò e andò ad aprire, senza neppure chiedersi chi fosse dietro la porta. Aperto l’uscio di casa, vide davanti a sé un uomo robusto, sulla trentina; quest’ultimo, senza pensarci neppure un attimo, spinse con inaudita violenza l’anziano verso l’interno e irruppe bruscamente in casa, seguito da altri tre individui: due uomini e una donna. L’ultimo dei quattro balordi, chiuse la porta alle sue spalle e, com’era evidente da quella loro inspiegabile incursione, cominciarono a minacciare i due anziani con coltelli e bastoni. Ciò che parve più strano agli anziani coniugi, fu il fatto che nessuno di loro aveva mai visto prima di allora quegli inquietanti individui; così come anche questi ultimi non conoscevano assolutamente i padroni di casa.”

  • Qual è il primo libro che hai pubblicato? 

La musica nell’anima. Al confine tra estro e follia.

  • Hai un nuovo libro tra i tuoi progetti futuri?

Le idee sono tante, e anche piuttosto confuse, ma ciò che mi assilla maggiormente è la stesura di un epistolario o di una raccolta di racconti introspettivi. 

Il romanzo è pubblicato su tutte le migliori piattaforme online, in versione cartacea e formato digitale.
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