
Il nuovo libro di Giacinto Plescia
Di fronte alle manifestazioni della forza della natura e delle umane tragedie sorge il senso della paura e dell’angoscia ma anche della bellezza e del sublime.
La bellezza presuppone forma, misura, proporzione, simmetria, il sublime richiama grandezze incommensurabili che generano sgomento e terrore.
La bellezza e il sublime sono due poli in un continuo: un polo è la bellezza associata a un principio di organizzazione, l’altro rappresenta una disorganizzazione, una distopia e scaturisce dalla scoperta dell’abisso costitutivo dell’esistenza.
È la differenza tra due spazi topologici che s’incontrano come in un nastro di Möbius: un fiore, un poema, un dipinto, o un brano musicale, che possieda bellezza del primo genere può essere vista anche come bellezza del secondo genere.
Si ha la compresenza di due sensibilità in una: la physis, bistabile, si biforca e abita lo spazio möbiusiano: un meta-paradigma aldilà della…
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