Ti Prego Non Ridurmi A Icona è il romanzo dell’autore pugliese residente a Roma Stefano Pomes ed è edito da Scatole Parlanti per la Collana voci.
Nelle librerie da luglio di quest’anno, ha già fatto il tutto esaurito ed è alla sua seconda ristampa!
La trama di Ti prego non ridurmi a icona
Mentre le radio romane trasmettono solo musica indie, Stefano, funzionario pubblico dalle velleità artistiche, si innamora di Lucia.
La loro relazione è accompagnata ininterrottamente dalle canzoni di Niccolò Contessa, leader del gruppo musicale dei Cani.
Quando le cose tra i due iniziano a vacillare, il protagonista, ossessionato dalla carismatica figura del cantautore romano, intraprende un confronto unidirezionale con l’artista cercando una risposta tra le rime delle sue canzoni.
In una realtà che sembra disprezzare poesia e buona musica confinandole sui ripiani di un mercato dell’usato, la sfida più grande sarà quella di trovare un angolo di luce nel quale esprimere se stesso, ben lontano dal riflesso del grande artista.
La mia recensione
Ho iniziato a leggere questo romanzo per curiosità, sono un’amante della musica e mi piaceva l’idea che venisse scritto da chi di musica ne sa davvero tanto.
Qui si parla dell’ossessione che il protagonista ha per il musicista romano di musica indie Niccolò Contessa, leader del gruppo musicale de I Cani.
Siccome sono curiosa di natura cerco sui motori di ricerca il nome di questo gruppo e scopro che è un vero progetto musicale creato proprio da Contessa, perciò lo cerco in streaming e ricomincio a leggere il romanzo con in sottofondo questa musica che non conoscevo e di cui il protagonista ne è così ossessionato.
Questa cosa la consiglio anche a voi che leggerete dopo di me il romanzo, entrerete ancora di più nella storia, conoscendo meglio la fissazione di cui si parla.
Ti prego non ridurre a icona è su Amazon!
Ho trovato il libro molto scorrevole, anche perchè si legge con avidità, cercando di capire cosa possa succedere nella pagina successiva.
Lo scrittore ha la capacità di lasciarti un sorriso sulle labbra ed è molto brillante e ingegnoso, soprattutto in alcune parti della storia.
Poco più di 120 pagine che riuscirete a leggere benissimo in un weekend di riposo, anzi ve lo consiglio proprio per staccare la spina immergendovi in questa ossessione che vi farà anche riflettere.
Il racconto di un fenomeno psicopatologico raccontato con uno stile fresco, originale e unico, che riesce benissimo a fondere il tragico e il comico.