#recensione Nelle mani di nessuno di Salvatore Scalisi

Trama

Un viaggio oggettivo – realistico dentro il complicato e difficile mondo dei clochard, quello che il nostro scrittore ci propone in quest’ultimo ventiquattresimo romanzo.
I mali, le ingiustizie, le tristi e dolorose condizioni vissute dai protagonisti non sono però il frutto di una poliedrica fantasia, ma bensì pura e oserei dire cruda realtà.
Emergono in questo scritto due aspetti che qui voglio sottolineare ai lettori: il coraggio dell’autore nel denunciare istituzioni e disservizi di coloro (in tanti) che, solo nella carta si pongono a servizio degli ultimi, dei poveri, degli emarginati; e la tenacia del protagonista, nel credere nel proprio potenziale come unica via d’uscita da questo mondo che, come lui stesso in più parti del romanzo ribadirà, non gli appartiene.
L’opera, la cui cornice è Catania, rispetta i canoni del romanzo sociale; il linguaggio è letterario, la prosa semplice, scarna, asciutta, propria dell’ambiente sociale che descrive, una sorta di diario quotidiano nel quale il protagonista, Fabio, annota la monotonia delle giornate trascorse.

Recensione

Nelle mani di nessuno è un nuovo romanzo dell’autore siciliano Salvatore Scalisi.
E’ il secondo volume della trilogia dei clochard, il primo è intitolato L’uomo dei Piccioni, cliccando QUI trovate la mia recensione.
Un racconto crudo sui clochard, le persone senzatetto che, grazie all’autore per una volta diventano protagoniste di qualcosa.
Avevo amato la storia già malinconica del primo volume, e anche qui l’ho letto con un pò di magone, amarezza e tanto cuore.
Ci si immedesima in Fabio, la bravura dello scrittore Salvatore Scalisi ci fa pensare come il protagonista principale e si continua a leggere la storia per una mera curiosità.
Ora non vedo l’ora di leggere il terzo volume, anche se mi dispiacerebbe terminarla così velocemente, visto quanto mi siano piaciuti i primi due racconti.

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3 pensieri riguardo “#recensione Nelle mani di nessuno di Salvatore Scalisi

  1. Libro davvero interessante, da leggere. Molte volte la vita di questi clochard è decisa da loro, altre invece non avendo nulla ci sono costretti a vivere così. Vado a vedere su internet, vorrei leggerlo

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  2. Un argomento Molto spinoso E devo dire a tratti anche triste perché si pensa che il kloshar sia gente che non voglia lavorare invece e mezzo a loro c’è tanta gente che ha perso il lavoro e ha avuto tante disgrazie per cui si ritrova in questa situazione non molto felice

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